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Raggi UV, filtri solari, SPF: proteggersi rispettando l'ambiente

by Sara Di Benedetto |

Il sole è vita!

Ci aiuta a sintetizzare la vitamina D e a prevenire molti disturbi cutanei. Con il sole ci sentiamo più felici! [scopri il nostro solare di cocco]

Purtroppo però, con i suoi raggi ultravioletti (UV) è stato anche classificato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) come carcinogeno

La prevenzione più efficace si fa durante l’esposizione al sole iniziando fin da piccoli, ed è la dose a fare la differenza insieme al tipo di pelle (fototipo) e all’intensità del sole. 

L'entità dei danni aumenta con l'aumentare della durata e i danni sono più gravi se l'esposizione prolungata si verifica quando l'irraggiamento è molto intenso, come nelle ore più calde della giornata (dalle 11:00 alle 15:00), nei mesi estivi, in alta quota con l'atmosfera più rarefatta  (ogni 1000 m di altezza i livelli di UV crescono del 10-12%), e anche al diminuire della latitudine e della nuvolosità. 

Un altro fattore ambientale che influenza i livelli di UV, oltre allo strato di ozono che protegge la terra, è la capacità riflettente della superficie terrestre: per esempio, la neve riflette circa l’80% delle radiazioni UV, la sabbia asciutta della spiaggia circa il 15% e la schiuma del mare il 25%.

 

Cosa sono i raggi UV?

La radiazione ultravioletta è una radiazione elettromagnetica con una lunghezza d'onda inferiore alla luce visibile, ma più grande di quella dei raggi X. È la radiazione più “energetica” dello spettro solare con cui entriamo in contatto e anche la più pericolosa per la nostra cute.

Il nome significa "oltre il violetto" (dal latino ultra, "oltre"), perché il violetto è il colore visibile con la lunghezza d'onda più corta.

 

Grafico: i raggi UV nello spettro elettromagnetico

 

I raggi UV si suddividono in UVA, UVB e UVC:

  • UVA (320-400 nm): sono il 99% dei raggi UV che raggiungono la superficie terrestre; meno eritematogeni degli UVB ma più penetranti, causano l’invecchiamento precoce della cute e favoriscono l’insorgenza di altre patologie cutanee acute e croniche
  • UVB (280-320 nm): sono solo una minima parte dei raggi UV che raggiungono la superficie terrestre; meno penetranti rispetto agli UVA, colpiscono lo strato più superficiale della pelle, l’epidermide, e sono i responsabili della sintesi della vitamina D e della melanina da cui dipende l’abbronzatura, ma causano anche scottature, eritemi e altre malattie gravi della pelle;
  • UVC (200-280 nm): sono molto pericolosi ma essendo assorbiti dai gas della stratosfera - se lo strato di ozono non subisce ulteriori modifiche! - non raggiungono la superficie terrestre.

 

Grafico che mostra la penetrazione di diverse lunghezze d'onda di luce nella pelle umana

Grafico: penetrazione nella pelle umana di luce di diverse lunghezze d'onda 

 

Come proteggersi dal sole?

Ecco 10 consigli per godersi il sole responsabilmente ed evitare scottature, eritemi, invecchiamento precoce della pelle e possibili altre gravi malattie:

  1. Prima dell’esposizione al sole, valutare bene tutti i fattori atmosferici, ricordando che altitudine, latitudine, vento ma anche un cielo nuvoloso, modificano l'intensità delle radiazioni;
  2. Stare all'ombra nelle ore più calde della giornata (dalle 11:00 alle 15:00);
  3. Assicurarsi di proteggere con indumenti leggeri le parti del corpo scoperte più di frequente e indossare occhiali da sole con lenti di qualità;
  4. Tenere i neonati fino a sei mesi sempre all’ombra e proteggere i bambini più grandi, soprattutto se di carnagione molto chiara o tendenti alle scottature, con indumenti che non lascino filtrare i raggi UV;
  5. Evitare lampade e lettini abbronzanti!
  6. Fare attenzione se si stanno assumendo farmaci particolari, detti "fotosensibilizzanti", perché possono aumentare la sensibilità alle radiazioni solari; 
  7. Utilizzare una protezione solare, anche se già abbronzati, e spalmarla in modo uniforme e abbondantemente un quarto d'ora prima dell'esposizione al sole, meglio se con un fattore di protezione SPF uguale o superiore a 15 (sai che tra la protezione SPF30 e SPF50 c’è una minima differenza? Continua a leggere per saperne di più);
  8. Ripetere l'applicazione ogni due ore e ogni volta che si fa il bagno, si traspira o si pratica sport (attenzione a riapplicare la protezione sempre uniformemente e in abbondanza su tutto il corpo!!);
  9. Non fare cieco affidamento sulle creme solari “resistenti all’acqua” perché è dimostrato che perdano efficacia dopo il contatto con l’acqua. Hanno inoltre bisogno di essere riapplicate (come tutti i solari) soprattutto se, oltre a bagnarsi, si asciuga la pelle con un asciugamano; questo tipo di protezione tende ad ingannare l’utilizzatore che potrebbe sentirsi più sicuro e protetto e quindi giustificato nell’applicare meno prodotto anche meno frequentemente rischiando, per assurdo, di più rispetto a quando utilizza un solare non resistente all’acqua!
  10. Evitare di utilizzare la crema dell'anno precedente!! Il PAO dei solari (Period After Opening) è di solito di 12 mesi, ma una crema protettiva utilizzata nel modo corretto, con le giuste dosi e frequenze di applicazione, dovrebbe durare pochissimo, purtroppo!

 

Come scegliere la protezione solare?

La scelta di un solare è un gesto di responsabilità nei confronti di noi stessi e del nostro pianeta. Molti solari infatti sono estremamente inquinanti per l’ambiente! Inoltre, non dovrebbe trattarsi di una scelta stagionale perché il sole è un rischio costante durante l’anno. E proprio per questo, il Codice europeo contro il cancro, promosso da IARC, suggerisce l'uso di creme con filtro solare anche durante l'inverno ed in città!

Per poter fare la scelta giusta e sicura in modo consapevole ed informato, si dovrebbero conoscere tutte le caratteristiche sostanziali che distinguono le numerose proposte sul mercato. 

Ecco il nostro riassunto!

 

La differenza tra filtri fisici e chimici

I filtri solari sono gli ingredienti che conferiscono ai solari le proprietà protettive. Si tratta di "sostanze destinate esclusivamente o prevalentemente a proteggere la pelle da determinate radiazioni UV attraverso l'assorbimento, la riflessione o la diffusione delle radiazioni UV" (reg. CE n.1223/2009). Si distinguono in due categorie: filtri fisici e chimici.

I) Filtri solari fisici

I filtri fisici (anche detti inorganici o minerali) sono un vero e proprio schermo solare in grado di riflettere i raggi dannosi UVA e UVB. Sono sostanze sicure per la salute della pelle e dell’ambiente - non hanno gli effetti devastanti dei filtri chimici sulla flora e sulla fauna acquatica. 

Sono fotostabili ed inerti per cui non penetrano nella pelle. Proteggono efficacemente, non provocano surriscaldamento o irritazioni, minimizzano il rischio di allergie e sensibilizzazione cutanea e perciò sono particolarmente indicati per i soggetti sensibili.

Il loro limite riguarda la difficile lavorabilità durante la formulazione cosmetica che nella maggior parte dei casi porta ad un prodotto finito pesante e difficilmente spalmabile. Una volta applicati sulla pelle, infatti, danno origine ad un “effetto bianco” o “effetto fantasma”. L'utilizzo di filtri fisici in forma di nanoparticelle (indicati “nano” in etichetta) dovrebbe aver risolto questo problema, o perlomeno dovrebbe averlo ridotto, ma l’uso di filtri fisici nano suscita molti dubbi in merito alla loro sicurezza per la salute umana.

Nel nostro caso, grazie ad una formula essenziale e bilanciata, siamo riusciti a produrre una crema solare molto fluida e confortevole sulla pelle, con un leggerissimo effetto bianco. Da questo punto di vista però le creme solari con filtri fisici non possono essere eguagliate a creme formulate con filtri chimici.

I filtri fisici ammessi all’interno dei prodotti solari sono:

  • Ossido di zinco;
  • Ossido di zinco nano;
  • Biossido di titanio;
  • Biossido di titanio nano; 

  • Il biossido di titanio è lo schermante naturale che abbiamo scelto per il nostro solare di cocco che, a differenza della maggior parte dei solari formulati con filtri fisici, è facilmente spalmabile e leggero. 

     

    II) Filtri solari chimici

    I filtri chimici (o filtri organici) sono sostanze di sintesi che assorbono in modo selettivo le radiazioni UVA e UVB: le scompongono, trattengono l’energia per restiturla sotto forma di calore e/o fluorescenza, aumentando la sensazione di caldo provata sulla pelle.

    Più economici dei filtri fisici, sono anche più lavorabili e garantiscono la realizzazione di prodotti leggeri e facilmente spalmabili senza alcun effetto bianco sulla pelle. Il grande problema però di questi ingredienti è legato alla loro potenziale tossicità e allergenicità. Possono infatti causare irritazioni, entrare in circolo nel sangue ed avere una potenziale interferenza endocrina che provoca effetti avversi sulla salute umana. Inoltre i filtri chimici sono pesantemente inquinanti per pesci, molluschi, alghe e coralli poiché possono generare delle modificazioni genetiche alterando comportamenti neurologici e riproduttivi di diverse specie.

    Qualche nome di filtri chimici utilizzati nei solari:

  • Benzofenone-3 (oxybenzone);
  • Benzofenone-4;
  • 4-methylbenzylidene camphor;
  • Ethylhexyl methoxycinnamate;
  • EthylhexylSalicylate e Homosalate;
  • Octocrylene e Octinoxate (Octyl methoxycinnamate o OMC); 
  • DrometrizoleTrisiloxane, Ethylhexyldimethyl PABA o PADIMATE;
  • Isoamyl p-methoxycinnamate;
  • Diethylamino Hydroxybenzoyl Hexyl;
  • Benzoate;
  •  

    I fattori di protezione solare (SPF): quale scegliere?

    Il fattore di protezione solare (SPF - Solar Protection Factor) è un valore numerico (da 6 a 50+) che misura la capacità protettiva del prodotto solare verso i raggi UVB. Essendo nocivi anche quelli UVA, la Commissione Europea raccomanda che i prodotti solari siano in grado di proteggere da entrambe le radiazioni, UVB e UVA. Quindi se sull’etichetta del prodotto è presente il simbolo di un cerchio che contiene la sigla UVA, come nel caso del nostro solare, significa che il prodotto possiede anche la capacità di filtrare i raggi UVA oltre i raggi UVB, fornendo quindi un’efficace protezione durante l’esposizione solare.

    L'SPF viene determinato mediante appositi test, fisici e biologici, che prevedono prove in vitro oppure in vivo. 

    Considerato che è dimostrato scientificamente che l’SPF15 consiste in una protezione dai raggi UVB del 93,3%, l’SPF30 del 96,7%, l’SPF45 del 97,8% e l’SPF50 del 98% (rispettando la condizione di applicare i solari con le dosi e frequenze raccomandate!!), è evidente che la differenza sostanziale tra le varie protezioni solari disponibili sul mercato si verifica partendo dall’SPF15 che è infatti il valore di protezione minima consigliata anche dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC). Addirittura queste differenze funzionali possono essere superate applicando la crema solare con piú frequenza e/o con dosi più generose. 

     

    Grafico che mostra i livelli di protezione da UVB associati ai diversi SPF

    Grafico: il livello di protezione da UVB rispetto al valore SPF 

     

    Per il solare di cocco Coccoon, dopo un’attenta ricerca e valutazione, abbiamo scelto di formulare un prodotto SPF30 sicuro ed efficace che fosse più safety- che marketing-oriented e che fosse raccomandabile anche per i bambini e le pelli più delicate e sensibili. Tecnicamente, come da grafico, si tratta infatti di un prodotto che è solo l’1,3% meno protettivo di un solare SPF50!!!

    Utilizzandolo nel modo corretto, seguendo le istruzioni scritte all'interno dell'etichetta, il nostro solare ci proteggerà al meglio, in estate e non solo!

    In ogni caso, la nostra raccomandazione per la scelta del solare ideale è di orientarsi sempre verso un prodotto sostenibile e rispettoso dell’ambiente e di esporsi al sole con la consapevolezza della sua pericolosità e seguendo quindi i 10 comportamenti responsabili che abbiamo riassunto all'inizio di questo articolo di approfondimento.    

    Buona vita!

    Prendi il sole responsabilmente ; )

    [Se pensi che il solare Coccoon possa essere anche la tua protezione quotidiana, puoi acquistarlo qui].

    Fonti: 1. Shaath NA. Sunscreens, development, evaluation, and regulatory aspects. New York, NY: Marcel Dekker, Inc; 1997:211–233. 2. Moyal D, Fourtanier A. Photoaging. New York, NY: Marcel Dekker, Inc; 2004:15–32. 3. Kullavanijaya P, Lim HW. J Am Acad Dermatol. 2005;52:937–958. 4. The Journal of Aesthetic Dermatology, Sept. 2012, Vol. 5, n. 9. 5. Dermatologic clinics, Oct. 2000, Vol. 18, n. 4. 6. The Journal of Aesthetic Dermatology, Jan. 2013, Vol. 6, n. 1.